Un grande falò delle Fanove arde di notte con scintille e fiamme alte davanti alla facciata in pietra di un convento con arcate illuminate
Un grande falò delle Fanove arde di notte con scintille e fiamme alte davanti alla facciata in pietra di un convento con arcate illuminate — foto: Giandomobile · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Nel cuore dell'inverno, quando la Puglia si svuota dei visitatori estivi, Castellana Grotte vive la sua notte più intensa. Ogni anno, la sera dell'11 gennaio, nelle piazze e negli slarghi del paese si accendono le Fanove (o Fanòve): grandi cataste di legna che bruciano fino a notte fonda in onore della Madonna della Vetrana, patrona e protettrice della città. È una festa di fuoco, di fede e di comunità, che affonda le radici in un episodio preciso della storia locale.

La storia: la peste del 1690-1691

Fra il 1690 e il 1691 un'epidemia di peste colpì il Regno di Napoli, di cui Castellana faceva parte, e anche in paese si registrarono le prime vittime. Secondo la tradizione, nella notte fra l'11 e il 12 gennaio 1691 due sacerdoti, raccolti in preghiera, ebbero la stessa ispirazione: affidare il paese alla Madonna della Vetrana. I malati vennero unti con l'olio della lampada che ardeva davanti all'immagine sacra e, racconta la memoria popolare, guarirono, mentre il contagio si allontanava da Castellana.

Per impedire che la malattia tornasse, gli abitanti bruciarono tutto ciò che poteva essere infetto: abiti, suppellettili, materassi. Da quei roghi di purificazione nascono, nel ricordo collettivo, le Fanove di oggi. I fuochi hanno così un doppio significato: rievocano la liberazione dal morbo e, insieme, sono un segno di festa e di ringraziamento.

Come si svolge la festa

La preparazione comincia giorni prima. Nei quartieri, nelle contrade e nelle campagne intorno al paese, gruppi di amici, famiglie, associazioni e comitati raccolgono la legna e costruiscono le cataste. Ogni Fanova ha i suoi animatori, che la sorvegliano e la fanno vivere per tutta la notte.

La sera dell'11 gennaio il paese si accende: le Fanove vengono incendiate una dopo l'altra, dal centro storico fino alla periferia, e il buio dell'inverno si riempie di fiamme, scintille e profumo di legna. Intorno ai fuochi si canta, si suona la musica popolare e si condividono cibo e vino, in un clima che mescola devozione e allegria. Passare da un falò all'altro, camminando per le strade, è il modo migliore per respirare l'atmosfera della festa.

Il giorno seguente, il 12 gennaio, l'immagine della Madonna della Vetrana viene portata in processione per le vie del centro, accompagnata dalla banda cittadina e dai fuochi d'artificio. Nei giorni successivi il calendario delle celebrazioni religiose prosegue, fino al ritorno dell'immagine al suo santuario.

La Diana e l'olio della lampada

Un rito meno conosciuto, ma molto sentito, precede la festa: la Diana, una processione notturna che, accompagnata dalla banda, fa il giro dei frantoi del territorio per raccogliere l'olio destinato alla lampada della Madonna. È un gesto che lega la festa all'economia olivicola della zona e allo stesso olio che, secondo la tradizione, guarì i malati nel 1691.

Consigli per vivere le Fanove

  • Vestitevi a strati: le notti di gennaio sulla Murgia sono fredde, ma vicino ai fuochi il calore è intenso. Scarpe comode e abiti che non temono fumo e scintille sono la scelta giusta.
  • Muovetevi a piedi: la sera della festa molte strade sono occupate dai falò e dalla folla, e girare in auto diventa complicato.
  • Rispettate le distanze dai fuochi e le indicazioni degli organizzatori, soprattutto se siete con bambini.
  • Fermatevi qualche giorno: gennaio è anche un buon momento per visitare con calma le Grotte di Castellana, a circa 2 km dal centro, e i borghi vicini come Alberobello o Polignano a Mare, a circa 15 km, lontani dalla folla dell'estate.

Soggiornare nel centro di Castellana Grotte, dove si trova La Casetta Del Principino, permette di raggiungere a piedi le Fanove e di rientrare quando si preferisce, anche a notte fonda.

Una tradizione da scoprire

Le Fanove non sono uno spettacolo pensato per i turisti, ma una festa vissuta dagli abitanti, che da oltre tre secoli rinnovano la loro gratitudine con il fuoco. Chi vi partecipa da ospite viene accolto con naturalezza intorno alle fiamme, ed è proprio questa partecipazione spontanea a renderla speciale.

Il programma dettagliato delle celebrazioni, gli orari delle accensioni e delle processioni vengono pubblicati ogni anno dal Comune e dal Comitato Feste Patronali: verificate le informazioni aggiornate sui loro canali ufficiali e sul portale regionale viaggiareinpuglia.it prima di organizzare il viaggio.

Dormire nel centro di Castellana Grotte

La Casetta Del Principino: due alloggi indipendenti nello stesso edificio, da prenotare singolarmente o insieme. Principino Home per le famiglie, fino a 4 ospiti, e La Suite del Principino con vasca idromassaggio, per 2. Cucine attrezzate, Wi-Fi, aria condizionata e self check-in.